Il percorso scolastico è costellato di sfide, conquiste e momenti che mettono alla prova la determinazione degli studenti.
Ci sono materie che apprezzano di più, altre di meno, alcune in cui riescono a ottenere buoni risultati con minor sforzo, e altre che sanno mettere in grande difficoltà. Tra queste, spesso e volentieri, sento saltare fuori la matematica.
Questa materia, con i suoi numeri e simboli, rappresenta un ostacolo davvero ostico da superare. E, quando un ragazzo ha alle spalle anche una diagnosi di DSA, la difficoltà aumenta ulteriormente.
Ma andiamo con ordine: cosa sono i DSA, qual è il DSA relativo alla matematica, e quali sono le esatte difficoltà e le possibili soluzioni da adottare? Facciamo chiarezza insieme.
Che cosa significa DSA in matematica?
Cominciamo dalla prima, cruciale domanda: cosa sono i DSA?
Con il termine DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intende una condizione di origine neurobiologica che comporta difficoltà significative in alcune abilità scolastiche.
I DSA riconosciuti includono diversi profili:
- dislessia, che riguarda principalmente la lettura;
- disgrafia, che fa riferimento alla qualità e all’automatismo della scrittura manuale;
- disortografia, che interessa sempre la scrittura, ma nello specifico l’aspetto ortografico;
- discalculia, che si concentra sulle abilità matematiche.
L’abbiamo trovato: il disturbo specifico di riferimento per la matematica è, appunto, la discalculia.
Se vogliamo darne una definizione specifica, diremo che si intende per discalculia un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica, sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo (Legge 8 ottobre 2010, 170).
Questo significa che non siamo davanti a una semplice difficoltà transitoria, ma a una modalità di elaborazione numerica e cognitiva che richiede strumenti adatti per essere gestita al meglio.
Un ragazzo con discalculia non ha deficit intellettivo, né assenza di impegno. Il suo cervello lavora in modo diverso, e spesso le difficoltà emergono quando la didattica tradizionale pretende tempi ristretti, rapidità nell’elaborazione o un utilizzo immediato del calcolo mentale.
Perché molti studenti con DSA faticano con la matematica tradizionale?
Abbiamo visto che il DSA specifico per la matematica è la discalculia. Questo, però, non significa che i ragazzi e le ragazze che affrontano il percorso scolastico con una dislessia, disgrafia o disortografia diagnosticata non riscontrino problemi, anzi.
Lo studio della matematica è, in generale per tutti gli studenti con DSA, una strada complessa.
Chi è dislessico, per esempio, può sperimentare rallentamenti dovuti alla difficoltà di comprensione dei problemi; mentre chi è disgrafico o disortografico incontra problemi legati alla scrittura, all’organizzazione spaziale dei numeri e delle operazioni.
Inoltre, la didattica matematica tradizionale spesso presuppone automatismi, rapidità e una certa dose di memoria di lavoro: fattori che, per chi ha un DSA, possono rappresentare una barriera reale.
La velocità richiesta, le prove a tempo e la pressione di dover fornire risposte immediate possono generare ansia, stress e un aumento delle difficoltà.
In molti casi, la frustrazione aumenta: l’impressione di non farcela, la paura di sbagliare, la sensazione di essere “diversi” o “lenti” possono scoraggiare, riducendo la motivazione.
Anche per gli studenti con difficoltà di attenzione, memoria o elaborazione visuo-spaziale, la matematica tradizionale può risultare meno accessibile.
Le spiegazioni astratte, i problemi troppo teorici, l’uso esclusivo dei numeri su carta… tutto questo rischia di bloccare il processo di apprendimento, perché non fa leva su modalità diverse di rappresentazione e comprensione.
Quali abilità dei DSA sono messe alla prova dalla matematica?
Immagina la matematica come un mosaico. Per risolvere un problema, servono più tessere insieme: memoria di lavoro, linguaggio simbolico, rappresentazione spaziale e ragionamento spaziale.
Per uno studente con DSA, molte di queste tessere sono fragili, o richiedono tempi e modalità diverse per essere utilizzate al meglio.
La memoria di lavoro (quell’abilità che consente di mantenere e manipolare informazioni in mente per un breve tempo) è fondamentale per eseguire calcoli, seguire passaggi logici, e tenere a mente i numeri.
Se questa memoria fatica, anche una moltiplicazione apparentemente semplice può diventare un labirinto.
Il linguaggio matematico rappresenta un altro ostacolo: simboli, termini specifici, regole astratte diventano barriere cognitive quando non si dispone di un buon ponte semantico, o di strumenti di supporto.
Spesso, per chi ha DSA serve più tempo per tradurre mentalmente l’enunciato in immagini o passaggi comprensibili.
Infine, la rappresentazione mentale e il ragionamento spaziale rientrano tra le competenze critiche: visualizzare una frazione, interpretare un grafico, immaginare un problema geometrico o spaziale, richiede una “mappa interna” che per molti studenti DSA non è immediata.
DSA e matematica: 9 strategie per uno studio più sereno

Abbiamo visto in che modo la matematica può rendere difficile la vita di uno studente con DSA; tuttavia, c’è una buona notizia: non è la materia in sé a essere impossibile, spesso è il metodo a non essere adatto.
Con alcuni piccoli accorgimenti, strumenti mirati e un’organizzazione un po’ più strutturata, lo studio può diventare più tranquillo, meno frustrante e soprattutto più efficace.
Ecco 9 strategie pratiche che possono fare davvero la differenza.
1. Sistemare gli appunti presi in classe
Uno studente con DSA spesso fatica a seguire alla stessa velocità della spiegazione orale, e gli appunti possono risultare incompleti, disordinati o difficili da interpretare a distanza di qualche giorno.
Riorganizzarli è un passaggio fondamentale: significa dare struttura, ordine e chiarezza a ciò che è stato detto in classe.
Può quindi essere utile confrontarli con un compagno, così da colmare eventuali lacune; rileggerli insieme al libro, per verificare che tutto sia coerente e completo; oppure riscriverli in modo più pulito, magari usando evidenziatori, bullet point o mappe visive.
Sistemare gli appunti non è tempo perso, è una fase di studio attiva che consolida i concetti e riduce la confusione quando arriva il momento degli esercizi.
2. Sfruttare gli strumenti compensativi e le misure dispensative
Gli strumenti compensativi per DSA e le misure dispensative non sono scorciatoie, ma strumenti pensati appositamente per rendere l’apprendimento più accessibile ed equo.
Sono indicati nel PDP per DSA (Piano Didattico Personalizzato), il documento ufficiale che raccoglie strategie, strumenti e misure a supporto dello studente con DSA. Sono presenti perché servono davvero, e vanno utilizzati senza timori o sensi di colpa.
Alcuni degli strumenti più utili in matematica sono:
- calcolatrice, per alleggerire il carico di calcolo e concentrarsi sul ragionamento;
- tabelle e formulari, sempre consultabili a scuola e a casa;
- schemi visivi, come mappe concettuali e diagrammi;
- software didattici o app, che rendono i passaggi più chiari e interattivi.
3. Suddividere i compiti in sotto-obiettivi
A volte, un compito di matematica può sembrare enorme e ingestibile. La soluzione è spezzarlo in piccole tappe, ciascuna più semplice da affrontare.
Ad esempio, invece di affrontare tutto il capitolo e svolgere i relativi esercizi, ci si può concentrare prima sul leggere la teoria, per poi riscrivere le formule principali.
Una volta chiare, si può passare all’esecuzione di due esercizi semplici, propedeutici per consolidare le conoscenze e passare poi a un esercizio più complesso. Infine, ricontrollare andando a caccia di eventuali errori.
Questa semplicissima tecnica aiuta lo studente a mantenere la motivazione, e ad avere chiaro cosa fare passo dopo passo.
È ottima anche l’idea di creare una checklist: spuntare ogni obiettivo completato dà un senso di avanzamento, riduce l’ansia e rende più evidente quanto si è già fatto.
4. Alternare esercizi di calcolo ad attività pratiche o problemi reali
Il calcolo continuo può essere stancante per chi ha DSA, soprattutto se richiede molta memoria di lavoro.
Una possibile soluzione è alternare diverse tipologie di attività, per aiutare la mente a mantenere viva l’attenzione e a dare più significato ai numeri.
Si può quindi iniziare a lavorare facendo un set breve di esercizi di calcolo, per poi passare direttamente a problemi legati alla vita reale (percentuali, prezzi, misure, distanze…). In aiuto a questo metodo, si aggiunge l’utilizzo di strumenti concreti come righelli, oggetti o grafici stampati.
E, quando serve, è indispensabile anche prendere piccole pause strutturate, perfette per defaticare la mente.
5. Aiutarsi con software di calcolo
Per molti studenti con DSA, svolgere i passaggi scritti può essere uno dei momenti più complessi: numeri che si confondono, simboli difficili da decifrare, colonne che “scappano”, difficoltà a rileggere ciò che si è scritto.
I software di calcolo diventano quindi un supporto prezioso, perché permettono di alleggerire il carico cognitivo e rendere più accessibili i singoli passaggi.
Un vantaggio importante è la possibilità di ingrandire i font, migliorando la leggibilità delle operazioni. Molti programmi includono anche supporto audio o sintesi vocale, che consente di ascoltare il testo del problema.
Questi strumenti, è importante dirlo, non sostituiscono il ragionamento matematico, ma lo facilitano. Permettono allo studente di concentrarsi sulla comprensione del problema e sulla logica del procedimento, invece di consumare energie preziose nella gestione grafica dei numeri.
6. Applicare tecniche di apprendimento multisensoriale
La matematica può diventare molto più semplice quando entra in gioco più di un canale sensoriale.
Per gli studenti con DSA, apprendere in modo multisensoriale significa collegare simboli astratti a immagini, movimenti, colori e suoni. Questo aiuta il cervello a fissare i concetti in modo più stabile.
Alcuni esempi utili sono:
- collegare formule o passaggi a colori diversi, così da ritrovare subito le informazioni importanti;
- usare materiali concreti (regoli, blocchi, oggetti reali) per comprendere quantità, frazioni o proporzioni;
- disegnare schemi e diagrammi per visualizzare passaggi complessi;
- leggere ad alta voce, o ascoltare sintesi vocali per rinforzare la comprensione.
7. Abituarsi ad andare in cerca degli errori
L’errore, per chi ha un DSA, può diventare un fattore che alimenta ansia e autosvalutazione.
Ma abituarsi a vederlo in modo diverso è un passo fondamentale: non come una colpa, ma come una traccia preziosa per capire dove rafforzare il metodo.
Imparare a cercare l’errore si traduce in un’indagine a ritroso dei passaggi eseguiti, senza alcun giudizio. Eventualmente, individuare l’errore e capire perché è stato commesso, dove il ragionamento si è inceppato, e riconoscere quali strategie funzionano e quali invece confondono.
Da ultimo, dopo un po’ di abitudine, la caccia agli errori diventerà un processo automatico, e la si farà passo dopo passo, senza dover rifare ogni volta tutto da zero.
Questa abitudine aiuta lo studente a diventare più autonomo e consapevole, a comprendere la propria modalità di apprendimento e a sviluppare una maggiore sicurezza nelle proprie scelte.
8. Credere sempre nelle proprie capacità
Per molti studenti con DSA, la matematica arriva spesso accompagnata da etichette (“non sei portato”, “non ci riuscirai mai”), frustrazione e confronti continui con gli altri.
Eppure, la matematica non misura l’intelligenza, né stabilisce il valore di una persona. È solo una disciplina che richiede il giusto metodo, e il metodo può essere personalizzato, adattato, costruito su misura.
Credere nelle proprie capacità significa darsi il permesso di imparare con i propri tempi, di usare gli strumenti che rendono lo studio più accessibile, di riconoscere i piccoli progressi quotidiani e di comprendere che le difficoltà non definiscono chi si è.
Quando lo studente inizia a fidarsi delle proprie risorse, affronta gli esercizi con meno paura e con molta più lucidità. La matematica diventa meno minacciosa e più gestibile.
9. Chiedere aiuto a un tutor professionista
Quando tutte queste strategie non riescono a mettere un freno alle difficoltà della matematica, in quel caso un tutor specializzato può diventare una guida preziosa. Non solo per migliorare il rendimento, ma soprattutto per ritrovare sicurezza e serenità.
Un tutor che conosce i DSA lavora con un approccio personalizzato, capace di adattarsi ai bisogni specifici dello studente, alle sue modalità di apprendimento e ai suoi tempi.
Questo permette al ragazzo di sentirsi compreso e sostenuto, evitando quel senso di inadeguatezza che spesso nasce quando ci si confronta con metodi troppo rigidi o non pensati per le sue caratteristiche.
Il tutor non si limita a “spiegare la matematica”: accompagna lo studente nella costruzione del proprio metodo, aiutandolo a comprendere, per esempio, come organizzare gli step di un problema, come utilizzare gli strumenti compensativi in modo efficace e come affrontare l’errore senza paura.
Un percorso di questo tipo non migliora solo i voti, ma trasforma il rapporto dello studente con la materia.
Quando DSA e matematica diventa un binomio possibile

Arrivati alla fine di questo articolo, è importante ribadire che DSA e matematica possono convivere serenamente. Le strategie che abbiamo visto funzionano davvero quando vengono integrate con costanza, e quando si lavora in un clima di fiducia e collaborazione.
Un altro elemento decisivo è la comunicazione tra scuola, famiglia e studente. Quando le tre parti dialogano, quando si condividono obiettivi, dubbi, difficoltà e soluzioni, il ragazzo si sente sostenuto.
Mettere al centro il ragazzo con DSA, ascoltarlo, non nascondergli nulla e spiegargli i motivi delle scelte educative significa renderlo protagonista del proprio percorso, e non spettatore passivo.
E se senti che tuo figlio ha bisogno di una guida più strutturata, ricorda che chiedere aiuto è un atto di cura, non una resa.
Sono Chiara Piacenti, tutor DSA ed educatrice di sostegno, e ogni giorno aiuto ragazzi e ragazze a trovare il proprio metodo di studio, la propria serenità e la propria autonomia.
Se desideri supportare tuo figlio nel suo percorso, compila il form qui sotto e iniziamo insieme questo cammino.